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Noi l’evoluzione tra spazio e il tempo


… È un pò come trovarsi in una specie di labirinto, dove le pareti sono specchi e la nostra immagine riflessa in questi specchi, ci segue, ci guida e si perde, in queste arterie dell’anima, dando forma e realtà, ad un susseguirsi di figure inafferrabili che svaniscono, per poi velocemente ricomporsi...

Mauro
21/01/2019 21:56

… È un pò come trovarsi in una specie di labirinto, dove le pareti sono specchi e la nostra immagine riflessa in questi specchi, ci segue, ci guida e si perde, in queste arterie dell’anima, dando forma e realtà, ad un susseguirsi di figure inafferrabili che svaniscono, per poi velocemente ricomporsi all’ordine del nostro sguardo …. E allora … quasi le riusciamo a sfiorare con le mani, queste fragili figure e riusciamo anche a riconquistare la voglia di poterle unire a noi, per correre insieme consapevoli e fiduciosi , verso la via d’uscita … È un po’ come vedere un oggetto capovolto, lo giri sottosopra … e i suoi lati paralleli corrono all’infinito, non cambiano nella forma e nella misura, se opposti … no! …. Conservano il loro solido e prezioso equilibrio ed è proprio lui, che serve alla nostra mente, per raggiungere il tempo ed incoronarlo … Lui ….. l’equilibrio. Il cammino, il tempo … sono gli elementi che mi conducono a ricordare i luoghi della mia vita … Che strano aver rimosso i ricordi per sostituirli con i desideri …resistono però alcune immagini, alcune sensazioni, gli odori, le foto ormai ingiallite e sbiadite dal tempo, i luoghi scomparsi nel nulla, tutto ormai è solo frutto di un rimpianto …. O forse è tutto semplicemente un malinconico sognare. Questo continuo confronto tra l’uomo ed il tempo, è il mio obiettivo … il mio scopo! specchiandomi mi vedo riflesso bambino e tendo la mano all’ uomo che è al di là dello specchio …. Ma lentamente si dissolve l’immagine, sia di quel bambino, che di quell’uomo ,quell’immagine si trasforma, diventa … tempo …. tempo inesorabile, tempo irraggiungibile … È l’ombra di me stesso, l’opposto di quello che sono, che non può sovrapporsi, non può confondersi … può solo svanire, con il percorso inverso della luce, per ricongiungersi, poi, alla sostanza del mio corpo, lasciandomi credere di essere, invincibile padrone di un mondo riflesso nella luce di quel tempo, in costante movimento …. Fermarlo allora, quel tempo, orientarlo nella direzione opposta, utilizzando quello spazio che avevamo dimenticato, perché intorno a noi, tutto rotea come una trottola, che girando su se stessa, gelosa, trattiene i colori della vita fusi tra loro … Ma tutto questo, non è altro che un segreto, qualcosa che non riusciremo mai a scoprire … mai! …. Ci sono troppi sogni nel tempo … e poco tempo per sognare ….. I sogni sono l’estensione della nostra vita, un tempo parallelo a quello che viviamo, l’altra parte di noi, quella che ci fa rivivere tutte le emozioni, tutte le relazioni! Un immaginario ed immenso archivio di irrealtà! Forse … la parte più bella di noi … Il cammino misura e registra, il tempo trascorso, ma spesso si comprende molto tardi, il valore di ciò che avevamo tra le dita , spesso si comprende il valore, solo, nella perdita, solo in ciò che non è più, solo in ciò che non può più essere …Ecco che la mente allora, torna a rivisitare il passato, a rubare al tempo la visione di quell’istante, di quell’attimo dilatato dalla memoria … Ma è solo e ancora, un’ illusione … è tutto ormai così lontano! Così distante … così impolverato … Enigmi del cuore … cielo , fuoco, spazio, l’immagine di un desiderio che vedo riflesso dietro di me, la mia vera anima! Il tempo guarirà tutto … Ma se il tempo stesso, è una malattia, come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere … …. Ancora … Il tempo guarirà tutto … Il tempo che passa non è perduto … no … è dentro di noi! È parte della nostra pelle, della nostra essenza, della nostra storia …. Saccheggiare il recipiente dei ricordi, ecco il primo istinto! Fissare nella nostra mente, una sequenza di immagini, che scorrono freneticamente senza sosta, figure … cose … luoghi … persone … odori … un vortice di elementi sospesi nella nebbia dell’irrealtà … Una confusione di energie, che si fonde con la meta, e improvvisamente tutto diventa più chiaro, più nitido … più regolare … necessario …… Padroni di uno schema … ci immergiamo quasi inconsapevolmente in una sorta di malinconia volontaria che ci restituisce alla verità, in modo più dolce, più morbido … …. Un gioco di specchi … la mente si distacca dal corpo … e tutto, diventa parte di un disegno divino che ci fa risorgere dal buio … Prima la luce, poi … il buio intenso, figure senza forma, rumori, voci provenienti dal vuoto, quell’odore acre di muffa, di vecchio, quell’odore di cantina polverosa, dove le cose sparse in uno spazio infinito, non hanno più ordine, ed esistono, ancora, solo perché unite dal tempo in un magico legame misterioso … Là trovano vita … tutti i nostri pensieri, tutti i nostri impulsi … e si espandono nell’aria, come pedine orfane in cerca di incastro… Il tempo diventa un grande puzzle, pezzetti di mosaico che vagano ,vaganooo …… alla ricerca di una collocazione, vagano alla ricerca di uno scopo, siamo noi quel mosaico, siamo noi uno di quei pezzetti, e allora abbiamo il dovere, di dare un senso al percorso … Il tempo è la distanza che ci separa dall’ equilibrio, lo spazio che resta tra noi e la materia in contatto con la terra, la forza che guida l’istinto, la fine ed il principio del nostro perimetro …. una continua sfida …. Una continua provocazione … Come un equilibrista che cammina sospeso nell’aria su una fune, e passo dopo passo, osserva tutto dall’alto in basso, dal basso in alto, osserva e rivive, rivive e reinventa, reinventa e ricompone … ricorda! … quelle scarpe da gioco senza lacci e scolorite, quella sedia che non dondola più, i rumori, la finestra che sbatte, il vento che sparge fogli scritti, i fogli che volano sempre più in alto come aquiloni impazziti e sembrano quasi danzare in nostro onore, ma poi svaniscono, si annullano alla luce del sole, … è come camminare bendati, senza conoscere la traiettoria, non poter toccare le pareti e sentirsi schiavi di quel vuoto, ma non riuscire a reagire, non riuscire a cambiare … Il pensiero si stacca dalla sostanza del corpo e diviene spettatore dell’evoluzione, del volo, della materia , dell’energia … il tempo si rigenera ... annulla la distanza …. e crea! …. Cerco affannosamente l’altra parte di me, che vaga disorientata, senza identità, è solo l’opposto di quello che vedo, una illusione, l’equilibrio interno del corpo che si fonde con quello esterno …. È solo paura … forse …. Due stati d’animo si sfidano fino all’ultimo respiro, per cercare di prevalere l’uno sull’altro, ma la difficile competizione sarà placata, solo ……. dalla vittoria della responsabilità … e il gioco ….. continua … allora la paura diventava il giusto equilibrio per affrontare il coraggio, un percorso inverso … il bilanciere di una forza … la sconfitta del dubbio … Il cammino prende forma, unisce il tempo ai pensieri … la mente ai passi … i ricordi ai desideri … i sogni alla realtà … ci restituisce l’ultima pagina di un libro, quella più importante, quella da ultimare, quella che il vento accarezza quella che si vorrebbe cancellare ma l’ultima frase è li, ad aspettare l’idea, un gioco di effetti , di incastri, di intuizioni e la parola risorge ….. … Io amo con tutto me stesso … Mettendo a disposizione la mia vita … “ l’amore è il distacco dal corpo della mia anima a protezione di chi amo … ’amore … è la mia forza, l’amore … è il mio punto debole … l’amore … è un fiume in piena e quando non si ama violentemente e troppo, non si ama abbastanza … C’è solo un pensiero nella mia mente … Come potrò unire la metà del percorso, al tempo immaginario, che vive solo nei nostri pensieri, forse, cercando nella mente, lo sguardo deciso di mio padre, quel padre che ha trasferito in me l’eredità e la responsabilità del suo percorso …. Quel padre, che è la materia della mia materia, quel padre che unisce, senza elaborare alibi , confronti. Un unico elemento … un unico corpo … un'unica mente … In un attimo verrò trafitto, scagliato ad una velocità indefinita, nell’infinito spazio, dovrò dosare il peso e la saggezza , trasferire e proiettare, l’immagine di me stesso. Dovrò misurare il traguardo del viaggio, il parallelo della linea tra noi e l’immortalità della mente, la fine del percorso, l’evoluzione della sostanza del corpo … allora solo allora … il tempo non conoscerà limiti ... Il tempo guarirà tutto, ma che succede se il tempo stesso è una malattia, come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere … … ancora …. Vivere … basta uno sguardo … Che strano non sento niente, è la fine e non sento niente, come se il dolore non avesse passato. La maggior parte del tempo sono troppo cosciente, per essere triste ….. cosa devo fare? Semplicemente esserci! .... finalmente sono tutto, ora posso dirlo perché sono solo, non so se ci sia un fine, ma so che ci deve essere una decisione …. Ora il tempo siamo noi …