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Adolescenti e società


L'adolescenza nel nostro contesto sociale è un'età a rischio. Nel passaggio difficile dall'ultima infanzia alla pri ma giovinezza, ragazze e ragazzi devono affrontare non solo i problemi legati alla loro crescita personale, ma anche quelli di una società disarmonica e complessa come quella in cui...

edelpoggio
18/11/2008 09:33

L'adolescenza nel nostro contesto sociale è un'età a rischio. Nel passaggio difficile dall'ultima infanzia alla pri ma giovinezza, ragazze e ragazzi devono affrontare non solo i problemi legati alla loro crescita personale, ma anche quelli di una società disarmonica e complessa come quella in cui viviamo, in cui le speranze per il futuro sono tutt'altro che rosee. Il rischio dei giovani spesso si chiama droga, depressione, angoscia, qualche volta suicidio. Viviamo in un'era in cui il consumismo ci ha abituati ad avere tutto e subito, a qualunque costo, e a pagarne le spese sono soprattutto coloro che sottoposti con maggiore pressione alle valanghe di immagini propinate da video e stampa si sentono giusti e vivi solo se si possono identifica re in una marca, in un gruppo, in un'etichetta. Scendono così per le strade a protestare contro problemi non loro e finiscono col « farsi », finiscono con un buco sulla pelle probabilmente perché è di moda. Bisogna riconoscere anche che non esistono solo proble matiche legate all'oggi; da sempre, infatti, l'età adolescenzia le è stata legata a motivi di lotta e conflittualità. Non più bambino, neanche adulto, l'adolescente si trova sospeso in una sorta di limbo, dove spesso si trova violentato dal mondo degli adulti, in modo incosapevole o addirittura voluto. La società mette a disposizione dei giovani pochissimi mezzi che, per lo più, non sono adeguate alle nostre esigenze. La scuola, per esempio, che ha il compito di preparare ed istruire il giovane, così come è strutturata oggi, è antiquata e lontana dal suo modo di vivere e non 10 aiuta ad inserirsi nel mondo degli adulti. Anche in questo caso vengono fuori le millenarie incomprensioni degli adulti nei confronti degli adolescenti ai quali criticano 11 modo di vestire, di vivere e di pensare. E così si viene etichettati per egoisti e poco interessati ai problemi della società, ai problemi della famiglia che spesso genitori e strutture sociali, cariche di frustrazioni, addebitano alla pesata spensieratezza di un'età che è preludio a doveri e responsabilità che per tutta la vita, l'attuale adolescente,do vrà portarsi come inevitabile bagaglio dell'età matura. Ma i giovani non sono egoisti, non di più degli adulti, non sono indifferenti, certamente meno dei « grandi », ai pro blemi che li circondano; sono pronti e disponibili ad aiutare gli altri, ma raramente gli adulti lasciano loro lo spazio per poter agire ed intervenire. Lontani da i loro problemi, genitori e società criticano ma non intervengono in modo positivo nell'impostazione di un dialogo al quale i giovani auspicano di arrivare, e così, l'adolescente diviene un perfetto sconosciuto e trova consenso solo tra i coetani, con i quali si scambia informazioni e consigli che spesso finiscono col ritorcersi contro loro stessi perché frutti dell'inesperienza e magari anche della disinformazione. Quello che i giovani chiedono alla loro società sono non solo le strutture per poter vivere bene insieme senza dover ricorrere alla strada come unico punto di incontro, ma soprattutto la possibilità di essere mèmbri della società a tutti gli effetti, per intervenire e dare il proprio contributo all'ambiente in cui vivono, per assumersi i loro doveri ma anche i loro diritti troppo spesso prevaricati. Autore: staff articoli gratis .com



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